Le origini
Luogo di antichissime origini preistoriche, come sembrano far supporre alcuni residui di toponomastica ligure e celtica, uniche testimonianze rimaste dell'esistenza delle popolazioni, che, qui e nei luoghi vicini, si erano insediate anteriormente alla conquista romana della regione subalpina.
Basti ricordare: mott = colle senza punta (Motta), barr = campagna vasta, landa (Baraggia, Barianco/Brianco), cuc= monte (Moncucco). Quest'ultimo, composto da due parole diverse nella forma, ma identiche nel significato, - latino mons, celtico cuc - è un indizio che la presenza romana, documentata nelle vicine località di Mottalciata e Salussola, ha lasciato un'impronta anche a Massazza.
Fin dal periodo medioevale, le, accanto alla giurisdizione feudale, si era formata, con il sorgere e l'affermarsi dei comuni, la giurisdizione comunale. Anche nelle piccole località, sull'esempio d~ maggiori centri urbani, gli artigiani e i commercianti, che esercitavano in proprio le loro arti e i loro mestieri, gli agricoltori che lavoravano le terre di loro proprietà, si unirono e formarono il comune. Rivendicarono e ottennero libertà e indipendenza, sancite da Statuti, concessioni, franchigie, privilegi, approvazione di usi e consuetudini, il tutto avente forza di legge, a tutela e garanzia della loro libera esistenza.
Anche a Massazza troviamo il comune, cioè una comunità di uomini liberi, sciolti da ogni legame di sudditanza al feudatario. Il documento, che ci tramanda questa notizia, è del 23 marzo 1475. Si tratta di una "recognizione" fatta dal commissario ducale Filippine de Riciis di Salasco notaio pubblico, per conto della duchessa Jolanda di Savoia tutrice del figlio duca Filiberto.
Presso la porta del castello, davanti al notaio predetto e ai testimoni Cristoforo del fu Giacomo, Pietro del fu Giovanni, Giacomo del fu Antonio dei nobili del castello di Massazza e di Antonio Tarditi di Santhià, si presentano i consoli e i credenzieri (oggi: consiglieri comunali) di Massazza e di Villanova di Massazza per giurare fedeltà alla duchessa Jolanda e al figlio duca Filiberto. facendo atto di sottomissione e riconoscendosi sudditi fedeli e leali.
Il documento riporta i nomi di questi consoli e credenzieri rappresentanti della comunità, allora unita, di Massazza e Villanova.
Consoli: Ubertino de Monros, Lorenzo della Mussa. Lorenzo de Vallayo.
Credenzieri: Bertolino Gribaudo, Comino Guinella, Giovanni Guinella. Giacomo Bar.... Cristoforo Sochi, Giovannino Gaia, Bartolomeo Mano, Lorenzo de Vieto. Giorgio Guinella, Bartolomeo Montros, Vercellino Borreto del fu Ubertino. Vercellino Borreto di Comino, Domenico Borreto. Vercellino Squellono. Giovannino Lanza. Ubertino de Bodo. Domenico Monros, Giovannino de Bongiovanni, Antonio di Benna, Martino Squillario. Pietro Gubernati, Filippo Gubernati, Ubertino Guinella, Antonio di Nicola di Benna abitante a Massazza, Vercellino de Comacio.
Tutti costoro, consoli e credenzieri. formavano più dei due terzi della popolazione di Massazza e Villanova nel 1475.
Inserito in questo documento, ve n'è un altro del 14 settembre 1434 del duca Amedeo VIII di Savoia, con il quale si concede a Massazza e ad altre località vicine di pagare il "focaggio", come era stato fissato al tempo della sottomissione ai Savoia nel 1404 e non secondo una revisione fatta nel 1434. I 'iuochi" (= famiglie) erano aumentati, ma ce n'erano di abbandonati e di famiglie miserabili, del tutto incapaci di qualsiasi contribuzione; inoltre, c'era sempre il pericolo della peste (pestifera mortalitate) e i "fuochi", più che aumentare, potevano diminuire.
Per Massazza venne riconosciuto e fissato un "focaggio" di dodici ducati d'oro. Poìchè ogni famiglia era tassata per un ducato d'oro, se ne deduce che la comunità di Massazza, cui era ancora unita Villanova, all'inizio del sec. XV, era di dodici famiglie benestanti, non soggette alla giurisdizione del feudatario.
Come si constata dall’elenco del 1475, in circa tre quarti di secolo il comune aveva più che raddoppiato la popolazione.
Massazza nell'ultimo secolo
1900-1910
Bartolomeo Grosso era sindaco di Massazza giusto cent'anni fa, nel '900 e nel '901; dopo di lui, la guida del paese fu affidata a Antonio Leone, sindaco dal 1902 al 1905, e quindi a Giovanni Fossati, primo cittadino dal 1906 al 1909. Eravamo più o meno quanti siamo adesso, 525 all'inizio del secolo. Don Luigi Cartotti si occupava della cura delle anime già dal 1879. La parrocchia di S. Maria Assunta era ricordata fin dal XIII secolo. La chiesa originaria, di cui rimangono alcuni ruderi, sorgeva vicino al castello. L'attuale chiesa parrocchiale, invece, fu costruita nella seconda metà del 1600.
Già da dieci anni, dallo storico 24 marzo del 1890, funzionava il Tramvai che univa Biella a Vercelli facendo una sosta anche da noi, davanti al Cairoli. Lo chiamavano affettuosamente "Biciulan" e a Massazza si fermava più che altrove: doveva, infatti, aumentare la pressione della caldaia per affrontare meglio la salita del "Fraschei". "Biciulan" avrebbe poi concluso la sua gloriosa carriera con l'ultimo viaggio del 31 gennaio 1933.
Il Tramvai non era l'unica risorsa: con 7 lire si poteva viaggiare da Massazza a Biella su una comoda vettura trainata da un cavallo; se qualcuno, poi, voleva due cavalli, il prezzo saliva a 12 lire.
Le scuole c'erano già, più o meno dove sono adesso. E anche la Posta funzionava. C'era pure un frantoio, alla cascina Pista. E' per questo che ancora oggi chiamiamo "Pista" quella zona. L'olio non era di olive ma di noci, ed era famoso in tutta la zona.
1911-1920
Difficile dire perché nel 1911 eravamo meno che dieci anni prima, 473 abitanti. Il paese, comunque, era fiorente di attività: le sarte erano due, Giovannina Sasso e Adele Bullano; avevamo un fabbro, Antonio Tavolino, che faceva anche il falegname, due calzolai, Giorgio Delmastro e Francesco Biasetti, e ben tre negozi di commestibili, gestiti da Angelo Basso, Antonio Tavolino e Antonio Staccotti, il prestinaio. Antonio Tavolino, davvero intraprendente, gestiva anche l'Albergo Roma, affittato dal proprietario Conte della Motta; non era però solo, dato che gli faceva concorrenza l'Albergo dell'Angelo, dei fratelli Fossati, affittato da Giovanni Sappino. Non bisogna dimenticare Pietro Bariosco, il mugnaio, e Angelo Basso, accensatore.
A scuola insegnavano don Leonardo Caucino e Pierina Moschino. Chi aveva bisogno del medico si rivolgeva al Cavalier Dottor Giovanni Bassi, di Mottalciata. L'Ufficio postale era di terza classe e affidato a Giulietta Basso.
A tanti personaggi aggiungiamo due figure, che avrebbero, come si dice, scritto il loro nome nella storia del paese. Si tratta di don Marcellino Vigna, che molti di noi ricordano perché fu parroco fino al 1960. Era arrivato a Massazza quasi cinquant'anni prima, nel 1912. Lo aveva accolto il sindaco Ermenegildo Grosso che, eletto nel '10, sarebbe rimasto alla guida del Comune fino al '32.
Alla fine di quel decennio, nel 1919, ebbe inizio la Scuola teorico-pratica di Agricoltura Avogadro della Motta e di Massazza, con 125 giornate, parte in piano e parte in leggera pendenza; mentre già dal '15 l'Ufficio del registro competente era quello di Biella, attraverso il Mandamento di Candelo.
1921-1930
Ecco un decennio di grandi cambiamenti: tra il '28 e il '29 era stato aperto il campo di aviazione! L'avevano costruito vicino alla cascina Bravetta e potevano atterrarvi i dirigibili. Non fu una meteora: il campo restò in attività anche durante la Seconda Guerra Mondiale, quando, come è ovvio, passò alle dipendenze dell'Autorità Militare.
Novità anche nella campagna: i fratelli Botto di Vallemosso comperano, demoliscono e rifanno la cascina Cinquina e la tenuta Calendario. Ricordiamo il nome della levatrice di allora, Carolina Parvis di Benna, che serviva il suo paese, Massazza e Verrone. In caso di urgenza bisognava andare a prenderla. Era un bel problema, ma per chi non aveva altri mezzi, ci pensava il Conte della Motta, proprietario del Castello: il Conte metteva a disposizione una "vettura" per trasportare la levatrice.
Fino al '28 Massazza dipendeva dall'Amministrazione provinciale di Novara, Circondario di Biella. Da quell'anno, il nostro Comune passa sotto la nuova Provincia di Vercelli, appena costituita: una storia lunga, destinata a durare quasi settant'anni. Del primo cittadino si è già detto: era Ermenegildo Grosso, che, negli ultimi anni del suo mandato, dal '27 al '32, diventò Podestà, secondo le leggi di allora.
1931-1940
"…la Società Dinamo ha assicurato che fra una ventina di giorni vi sarà la trasmissione dell'energia elettrica per il paese, almeno per il centro…". Parole davvero storiche! Sono di don Marcellino Vigna, annotate sul registro dei verbali delle adunanze della parrocchia nel novembre del 1931. L'impianto della luce elettrica in chiesa veniva terminato il 5 dicembre 1931 e costo' 1.700 lire.
Così alla scuola elementare gli alunni di Pierina Moschino avrebbero avuto finalmente la luce elettrica. Già, ma intanto la scuola aveva cambiato sede ed era stata collocata nel locale sotto l'atrio della chiesa; dove oggi c'è il Banco di beneficenza, per capirci.
A Massazza erano già arrivate le prime moto: Fiorenzo Staccotti era senza dubbio orgoglioso della sua Bianchi mentre Umberto Zegna si faceva vedere in giro in sella ad una MASS. E le automobili? Eccole! Il pioniere di casa nostra era Achille Sasso, con una fiammante Fiat 1100, seguito …a ruota da Rino Mosca, anche lui con lo stesso modello.
Intanto, passava di mano anche la guida del Comune. Dopo un anno come Commissario prefettizio, Carlo Belotto diventava Regio Podestà, carica che avrebbe mantenuto fino al 1944.
1941-1950
Anni di guerra, di fatiche e di sofferenze, almeno i primi cinque. Gli scontri tra partigiani e repubblichini si ricordano anche nelle nostre campagne. Ma, ancora di più, si ricorda il vero e proprio pellegrinaggio di gente che verso sera scendeva da Biella e dalle vallate e raggiungeva le nostre cascine alla ricerca di provviste. Era un modo come un altro per sfuggire alle ristrettezze imposte dal tesseramento e dal razionamento degli alimentari.
Con il ritorno della pace e l'avvento della Repubblica, nel 1945 diventò sindaco Leonardo Formagnana. Dopo di lui toccò a Carlo Borri, Sindaco dal 1946 al '51 e quindi al cavalier Pietro Barberis, un'altra figura storica, poiché rimase sindaco durante tutto il periodo della ricostruzione fino all'alba del "boom" economico, dal 1951 al 1963.
Dato che le automobili erano arrivate già da un po', non poteva mancare un distributore di carburante. Ci aveva pensato il solito Antonio Tavolino che, naturalmente, l'aveva aperto davanti all'albergo Roma. All'inizio vendeva soltanto la miscela, ma, in un secondo tempo, fu possibile trovarci anche benzina e gasolio, forniti dalla compagnia Aquila di Trieste.
Qualche altra notizia di quegli anni: la scuola elementare aveva trovato una nuova sede, un edificio situato dove adesso c'è la scuola materna e che venne poi abbattuto nel 1970; nasceva il Consorzio Agrario, che esiste tuttora, gestito, a partire dal '52, da Renzo Barberis; il medico condotto era il dott. Marino Rivalta di Benna.
Il 26 marzo del 1949 una visita illustre: la statua della Madonna Nera di Oropa, proveniente da Benna, faceva sosta nella nostra chiesa. Era una tappa della "Peregrinatio Mariae".
1951-1960
Abitanti al minimo storico: nel 1951 solo 368. Forse la guerra, forse la voglia di cercare altrove un po' di fortuna dopo gli stenti del conflitto e le incertezze della ricostruzione. Chi preferisce restare, però, assiste subito a molte novità. La visita del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che si ferma da noi diretto a Biella, è il primo avvenimento, quasi un presagio di quello che capiterà subito dopo. Lo accolgono e lo salutano il sindaco cavalier Pietro Barberis e il parroco don Marcellino Vigna, ormai non più giovanissimo. Quello stesso anno nasce la nuova scuola elementare, che abbiamo ancora adesso. Ci insegnano la maestra Alice Caprino e il maestro Francesco Frangipane. Due anni dopo, nel '54, sorge il poligono della Baraggia, con l'esproprio dei terreni da parte dell'Esercito. Ma in fatto di cose "militari" non ci fermiamo qui: gli Alpini creano il Gruppo di Massazza nel 1957; il 26 aprile del '59 inaugurano il primo gagliardetto. Presidente fin dall'inizio è Renzo Barberis, madrina la signora Adriana Depaoli.
La prima televisione, con "Lascia o raddoppia" dell'intramontabile Mike, bisognava andare guardarla alla Locanda dell'Angelo, che, al giovedì sera faceva …il tutto esaurito! I primi affezionati del piccolo schermo si sarebbero presi di lì a poco un grande spavento. Infatti, tra il '58 e il '59, con la nascita della strada statale "Felice Trossi", Massazza deve rinunciare alla Locanda, proprio in centro del paese, abbattuta per lasciare spazio all'ampliamento della nuova arteria. Di lì a poco, però, lo storico ritrovo rinascerà in via Martina, sempre con la televisione.
Fin dall'inizio del decennio era stata avviata l'attività di floricoltura della famiglia Ferrero, destinata ad essere conosciuta in tutta Europa con i suoi rosai.
Altra notizia in campo economico: sulla fine degli anni '50 l'industriale Giorgio Rivetti, proprietario della Tenuta Cinquina, grande azienda agricola con allevamento bovino, costruisce il complesso industriale di via Salussola; si tratta di una "slanatura", in francese "delainage". Qualche anno più tardi, nel '64, il complesso verrà rilevato dall'industriale Sassone, che darà inizio all'attività di conceria e lavorazione delle pelli.
1961-1970
Tempo di uomini nuovi alla guida amministrativa e spirituale del paese: nel giugno del 1961 la parrocchia è affidata a don Isaia Tombini, che la terrà per un anno; nel 1962, dopo sei mesi di reggenza da parte di don Luigi Salino, economo spirituale, arriva il nuovo parroco titolare: è don Virgilio Crovella, da allora sempre con noi. In Municipio si avvicendano Luigi Cavallo, sindaco nel 1964, il dottor Giorgio Rivetti, primo cittadino dal '65 al '68, e il cavalier Vincenzo Ferrero, sindaco dal 1969 fino al '76.
Intanto il "boom" si fa sentire: è il 1961 quando nasce il Gruppo Bertrand, con la filatura Arianna, che per anni avrebbe dato lavoro a molti massazzesi e a tante persone dei paesi vicini. Sempre in quello stesso anno, nasce la società per azioni "Bonifica della Baraggia", patrocinata dal dottor Secondo Manuello Bertetto. Si tratta di una iniziativa che raggruppa le maggiori aziende agricole del paese. Una data memorabile ma non felice: il primo e il 2 novembre 1968 anche Massazza viene colpita dalla disastrosa alluvione che ferisce tutto il Biellese. Per fortuna non si registrano vittime, ma i danni alle abitazioni e alle colture sono gravi. I ponti che collegano Massazza con Vercelli e Salussola sono spazzati via e la strada per Biella viene erosa per più di metà della carreggiata.
Con l'alluvione non c'entra, però è della fine degli anni '60 anche l'arrivo a Massazza dell'acqua potabile.
E' sempre di questo decennio una iniziativa molto particolare. Per interessamento di don Marcellino Vigna, l'industriale Giovanni Simone dona il terreno per la costruzione dell'asilo infantile. In seguito, dato che la parrocchia non aveva i mezzi necessari per realizzare l'opera, la donazione viene fatta in favore del Comune. L'impegno a costruire la scuola materna viene così mantenuto (sarà il 1987) mentre, su una parte del terreno della donazione, viene fatta sorgere anche l'attuale Piazza Don Vigna.
1971-1980
Eccoci di nuovo in tanti: 575 abitanti al censimento del 1971. Qualcuno pensa subito di approfittarne: sono le domeniche dell'"Austerity", quando non si può viaggiare in macchina. Che fare, allora, per tenere su tutta questa gente? Ecco che un gruppo di allegri paesani pensa di dare inizio al Carnevale di Massazza, giunto oggi alla 28^ edizione.
Ma non si organizza solo quello nel magico 1972! E' infatti, l'anno di nascita dell'Unione Sportiva Massazza, che partecipa al campionato di calcio di terza categoria. Il primo presidente è Amedeo Molesini; al suo fianco il vicepresidente Fernando Bortoli, il segretario Eddio Motto e un cassiere a tutta prova: don Virgilio Crovella. Per la verità, chi voleva veder giocare la squadra del cuore doveva andare fino a Salussola: nei primissimi anni di attività, infatti, mancava il campo di calcio. Ci avrebbe pensato la parrocchia nel 1974, costruendo l'attuale campo sportivo, poi passato al Comune nel 1994.
Mentre la squadra segnava i primi goals, nascevano anche i condomini di Massazza: era il 1973. Intanto l'illuminazione pubblica veniva rinnovata e la rete fognaria razionalizzata e sistemata. Alla guida del Municipio c'era Fernando Bortoli, sindaco dal 1976 al 1988, figura che ha lasciato un segno indelebile nelle vicende del paese.
1981-1990
Ci siamo, finalmente! Eccoci ai nostri tempi. Evidentemente, a Massazza si sta bene: il censimento del 1981 registra 700 abitanti: con tutta probabilità è il nostro massimo per questo secolo.
Sempre nell' '81 vengono costruiti i nuovi giardini comunali. Nasce, poi, una importantissima opera pubblica: è l'impianto di depurazione, realizzato a Massazza dal CO.R.D.A.R., il Consorzio per la raccolta e la depurazione delle acque reflue; è un'opera di ampio respiro, che ha permesso di collegare l'intera rete fognaria di Massazza e di buona parte del basso Biellese.
L'anno dopo, nell'82, con il venticinquesimo compleanno del Gruppo Alpini, venne inaugurata la prima sede; presidente era Albertino Turati e vicepresidente Giovanni Bucino.
Un fatto di cronaca: il 15 e il 16 gennaio del 1985 arriva una nevicata eccezionale, mai più eguagliata negli anni successivi. Ci sono più di settanta centimetri di neve intorno alle nostre case.
Sulla fine degli anni '80 nascono anche nuovi insediamenti produttivi, con le ditte Fila e Rinovis. Sempre sul finire del decennio, nel 1989, arriva alla guida del Comune Nello Corbellaro, sindaco fino al '94.
1991-2000
Dieci anni densi di attività, questi ultimi. Cominciamo i ricordi con il '92, quando nasce la Associazione turistica Pro Loco di Massazza, con il suo primo presidente, Paolo Turati. In quell'anno viene restaurato l'organo della chiesa, che era stato costruito nel lontano 1814 dall'organaro Giacinto Bruna di Miagliano. Rifatto il "look" dell'organo non poteva non rinnovarsi anche la cantoria: il nuovo corso comincia con l'arrivo del maestro Alberto Galazzo, nel 1994. Parrocchia e Pro Loco si intendono subito e nasce il campetto dell'oratorio, costruito in collaborazione. Intanto, il numero dei residenti sembra essersi stabilizzato: siamo 607 al Censimento del 1991 e 584 al 31 ottobre del 1999.
Con l'avvento alla guida del Comune del Sindaco Renato Carmellino, vengono completate alcune opere pubbliche importanti, come la strada che porta al cimitero, del '96, e i nuovi marciapiedi su tutta la via Roma e le vie laterali, ultimati tra il '98 e il '99. E' stata anche data una nuova sistemazione alla piazza della chiesa, ornata ora da una fontana. Sempre del '99 è l'apertura a Massazza del nuovo sportello bancario. Ricordiamo anche che nel '97 era stato ristrutturato il campanile. Sempre in quell'anno i ragazzi delle nostre scuole elementari si sono classificati al secondo posto del concorso nazionale "Pinocchio".
2000-2009
Il nuovo Millennio ha visto Massazza all'avanguardia in settori importanti della vita sociale. Sono gli anni della sicurezza stradale, con i controlli della velocità e delle infrazioni semaforiche, ma anche della messa in sicurezza di quel tratto della Trossi che attraversa l'abitato: spartitraffico, passaggi pedonali protetti, illuminazione pubblica rinnovata, semaforo intelligente.
Nel 2005, il 21 maggio, scompare mons. Virgilio Crovella, per oltre quarant'anni parroco di Massazza. Nel 2008 nasce la Biblioteca comunale, che porta il suo nome.
Non dimentichiamo, poi, che nel 2007 gli Alpini di Massazza hanno festeggiato il 50° del Gruppo e nel 2009 il 50° del gagliardetto; compleanni di tutto rispetto. Oggi il presidente delle Penne Nere di casa nostra è Pierangelo Bosio.
Nel 2008 si registra una decisa sterzata nel trend in diminuzione della popolazione: siamo tornati a salire, con decisione, attestandoci a quota 542, dopo essere scesi a 525, il minimo storico, nel 2007. L'aumento non è un caso, ma il frutto di una sapiente e paziente politica di promozione di nuove abitazioni, condota dall'Amministrazione comunale guidata da Paolo Turati, Sindaco dall'estate 2004.